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a cura di Fabio Guidi

Il presente blog è dedicato alla teoria e alla pratica della Quarta Via, espressione con cui si s'intende ogni procedimento ispirato all'opera del maestro armeno George Ivanovitch Gurdjieff (1866-1949). Tradizionalmente, diceva Gurdjieff, si può parlare di tre vie destinate all'evoluzione interiore dell'uomo. 
La prima via, chiamata da Gurdjieff «Via del Fachiro», è riservata alle persone che amano identificarsi con il proprio corpo, i suoi impulsi e le sue funzioni, con il 'fare'. In questo modo, tendono a sviluppare perlopiù il primo centro psichico, cioè quello istintivo-motorio. Questa via non prevede una profonda conoscenza e neppure una particolare capacità di contattare le proprie emozioni e i propri sentimenti. In genere, chi segue questa via è capace di raggiungere solo una forte volontà ascetica, purtroppo cieca, perché non possiede né la conoscenza né la motivazione necessarie. 
La seconda via è la «Via del Monaco». Le persone che seguono questo percorso sono identificate con i propri sentimenti e tendono a sviluppare eccessivamente il centro emozionale-affettivo. Sono capaci di fare perché la motivazione che spinge all'azione è contenuta nella fede/ fiducia coltivata in questo centro, ma anch'essi sono ciechi, perché non hanno sviluppato un'adeguata conoscenza. Fanno senza sapere che cosa fanno. Inoltre, in questa via, il corpo, che è la fonte dell'energia che rende possibile il Lavoro, è anch'esso trascurato. 
E poi c'è la terza via, la «Via dello Yogi», intesa da Gurdjieff non certo nel senso in cui viene superficialmente identificata dalla mentalità ordinaria, ma come il sentiero della conoscenza, nel quale l'individuo è identificato con la sua mente. In questo caso, è il centro intellettuale/immaginativo a diventare ipertrofico. In pratica, l'individuo vive nella testa, ha acquisito molte nozioni, può essere dotato di un'intelligenza creativa, ma non è in alcun modo capace di fare, perché manca sia di energia - per la carenza del primo centro - che di motivazione - per la carenza del secondo.
É ovvio che una reale evoluzione interiore preveda lo sviluppo armonico di questi tre centri. La «Quarta Via» ricerca l'integrazione delle tre vie precedenti, perché il cammino di sviluppo interiore presuppone energia, motivazione e conoscenza. É, quindi, un lavoro individualizzato, a seconda di quale centro deve essere adeguatamente sviluppato e quale ridimensionato. Il riequilibrio comporta una contemporanea armonizzazione, nel senso che la conoscenza diventa reale comprensione, perché acquisisce la saggezza del centro fisico e di quello emotivo. Nello stesso tempo, la capacità di contattare le proprie emozioni si integra progressivamente con l'intelligenza del perché certi sentimenti ci accompagnano da tanto tempo e del come è possibile gestirli. Per ultimo, anche il centro fisico acquisisce una comprensione più profonda, attraverso la consapevolezza della propria rigida meccanicità e la successiva acquisizione di un'espressione corporea più fluida e naturale. 'Sapere', 'fare' ed 'essere' sono così integrati in una personalità unita e spontanea.
In base ai princìpi su esposti della Quarta Via, il Lavoro che proponiamo alla nostra Scuola consiste in un percorso preparatorio ad un cammino spirituale vero e proprio, secondo ciò che Gurdjieff definisce «la scala dalla vita alla via». 
Nel mio libro Gurdjieff e la psicosintesi, ho trattato diffusamente le diverse tematiche di fondo per chi intende intraprendere la Via. Inoltre, un mio articolo pubblicato anche sulla rivista dell'Istituto di Psicosintesi, mette in evidenza la paternità spirituale di Gurdjieff riguardo alla pratica psicosintetica.


Questa via allo sviluppo di sé , in senso ampio, può essere anche definita «psicosintesi», senza con questo volerla assimilare alla Psicosintesi con la 'p' maiuscola, che fa stretto riferimento alla scuola fondata dallo psichiatra Roberto Assagioli (1888-1974). Dire che cos'è la Psicosintesi non è affatto semplice. Penso che la cosa migliore sia introdurla con le parole dello stesso Assagioli, annoverato tra i precursori, a livello mondiale, della Psicologia Transpersonale, cioè di quella parte della psicologia che si occupa anche degli aspetti superiori, o spirituali dell'animo umano.
Ebbene, in una sua lettera del 1967, inviata a tutti i centri di Psicosintesi sparsi nel mondo, Assagioli così si esprimeva: 

«La Psicosintesi non è una dottrina né una "scuola" di psicologia; non è un particolare o speciale metodo di autorealizzazione, di terapia o di educazione. Essa può essere indicata (non uso il termine 'definita' poiché tutte le definizioni sono limitate e limitanti) essenzialmente come un atteggiamento generale e uno sforzo verso l'integrazione e la sintesi in tutti i campi, in particolar modo in quelli sopra menzionati. Potrebbe essere chiamata un "movimento", una "tendenza", una "meta". Non esiste ortodossia in Psicosintesi e nessuno, a partire da me stesso, può proclamarsene il vero o autentico rappresentante, capo o leader. Ognuno dei suoi esponenti cerca di esprimerla e applicarla come meglio è in grado di fare e chiunque ne legga o ascolti il messaggio, o riceva beneficio dall'uso dei metodi della Psicosintesi, potrà stabilire con quanto successo ciascun esponente ne ha espresso o ne esprimerà lo "spirito". Data questa premessa generale, discende ovviamente la considerazione che la Psicosintesi non può essere rappresentata all'esterno da nessuna organizzazione. [...] Tutti i Centri devono essere animati da uno spirito internazionalistico e devono lavorare internazionalmente, se se ne dovesse verificare la necessità. Tuttavia, la funzione primaria e la preoccupazione principale di ciascun Centro devono essere anche quelle di lavorare quanto più intensamente possibile nella propria area geografica o specifica (terapeutica, educativa, culturale), di cultiver son jardin, per dirla con Montaigne. [...] Poiché le condizioni culturali, psicologiche, legali e materiali sono enormemente diverse nei vari paesi, è consigliabile, anzi in realtà quasi indispensabile, che ogni Centro lavori in piena autonomia e libertà e che gli unici responsabili siano chi dirige questi Centri.»

É ammirevole la grande apertura mentale dello psichiatra fiorentino, che si esprime senza alcuna esitazione e possibilità di fraintendimento contro ogni tipo di settarismo, di chiesa. Accogliendo il suo invito, noi intendiamo la psicosintesi non come un sistema codificato una volta per tutte, ma come un orientamento generale, che può aprirsi alle formulazioni e ai metodi più svariati, sempre mantenendo quella tendenza insopprimibile sua propria, che consiste nell'armonizzare la vita dell'individuo in sintesi sempre più vaste. In questo senso, noi adoperiamo il termine 'psicosintesi' con la 'p' minuscola proprio per sottolineare che è il nostro modo di interpretare il cammino di crescita. Nel mio libro Introduzione alla Psicosintesi puoi ottenere ulteriori approfondimenti.


In questa prospettiva psicosintetica - come lavoro di conoscenza e successiva integrazione di sé, al fine di promuovere l'unità interiore - la nostra Scuola utilizza una serie mirata di metodi e strumenti individualizzati alla tipologia e alla situazione particolare della persona in ricerca del suo vero sé. Nella pagina Attività & Corsi troverai una serie di link che rimandano ad una descrizione delle diverse attività che proponiamo.

Informazioni pratiche

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Per ogni contatto: info@psicosintesi.org


 La Scuola ha sede a Livorno, ma alcune attività sono svolte presso la nostra struttura, «Hodos», situata nella campagna pisana, a Fauglia (PI). Come raggiungere Hodos?

Se arrivi in auto (che è preferibile!), devi prima raggiungere Collesalvetti (LI), situato sulla SR 206 tra Pisa e Cecina (LI). Puoi arrivare a Collesalvetti dalla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno (FI-PI-LI) oppure dall'autostrada A11 (Genova-Rosignano). Giunti al paese di Collesalvetti prosegui in direzione Fauglia. Dopo aver superato Poggio Pallone e incontrato prima l'Istituto per il Raggiungimento del Potenziale Umano e poi l'ex ristorante Vallechiara, sulla destra, si apre una strada asfaltata, via Pantane. Segui, sempre sulla destra, le indicazioni per Hodos su una stradina sterrata: ancora poche centinaia di metri ed è fatta.

Se arrivi in treno (più complesso), devi raggiungere Livorno o Pisa e prendere un pullman. Una volta sceso/a dal pullman, a Collesalvetti, ti veniamo a prendere noi.
Da Livorno, pullman CTT, linea extraurbana 104 per Collesalvetti. Per l’orario a te più idoneo vedi sul sito di CTT livorno.
Da Pisa, pullman CTT, linea extraurbana 50 per Collesalvetti. Per l’orario a te più idoneo vedi sul sito di CPT pisa. Tieni presente che da Pisa, in estate non vi sono corse festive!

Se arrivi in aereo a Pisa, vedi il punto sopra.












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