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Fabio Guidi L'uomo contemporaneo soffre, non è appagato, non è felice. Il nostro percorso di crescita deve partire proprio da questo dato. Si tratta di comprendere il motivo di questa comune sofferenza, “comune” nel senso che è molto diffusa, ma anche perché è poco visibile agli occhi distratti della collettività: non è niente di straordinario, che colpisce.  Tuttavia, se noi facciamo di tutto per tamponare il nostro disagio con gli innumerevoli palliativi che la nostra provvidente e generosa società dei consumi ci offre, non possiamo fare alcun reale passo verso la nostra crescita personale. L’uomo contemporaneo soffre perché tradisce il proprio Sé. Ognuno di noi ha il compito di realizzare la propria intima natura, portare al massimo sviluppo possibile le proprie potenzialità. Tuttavia, spesso la nostra vita presenta scarsi elementi di creatività, tradisce le nostre stesse speranze. E allora soffriamo, non può essere altrimenti. Nel mio libro Iniziazione alla Psicosin

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